Registro Protestati o Registro Protesti

Conto Corrente per Protestati
Conto Corrente per Protestati

Il registro protestati è l'elenco nel quale sono iscritte tutte le persone che hanno subìto un protesto. Si tratta di un registro pubblico, nel senso che tutti possono accedervi per vederne le informazioni. Scopriamo come si viene iscritti e come fare per potersi cancellare.

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Il registro protestati, noto anche come registro dei protesti, è un servizio che viene svolto dalle Camere di commercio di ogni zona italiana e che viene pensato per tutti quegli imprenditori che, prima di avere brutte sorprese con un'altra azienda o con un'altra persona, a livello di business.

Si tratta praticamente di un registro in cui viene inserito il nome di chi ha subìto un protesto. Il registro viene tenuto, come detto, dalla Camera di commercio per la circoscrizione territoriale di competenza. La camera di commercio si occupa di iscrivere nel Registro Informatico tutti i protesti che sono stati levati dai Pubblici Ufficiali, cancellare i protesti che devono essere cancellati e gestire le varie notizie che arrivano dal Registro Informatico dei protesti.

Come si leva un protesto?

Gli ufficiali levatori, ovvero le persone che hanno il compito di "levare" il protesto, inviano ogni primo giorno del mese al Presidente della Camera di commercio l'elenco dei protesti che sono stati levati nel mese precedente a causa del mancato pagamento di pagherò cambiari, di cambiali tratte, di cambiali e di assegni bancari.

L'iscrizione nel registro deve essere fatta entro i dieci giorni successivi a quelli della ricezione dell'elenco. Si tratta di una registrazione informatica, che assicura dunque delle informazioni sempre aggiornate.

Per quanto tempo rimane registrato un protesto?

Il protesto resta iscritto nel registro per ben cinque anni dalla data di registrazione.

Cancellazione dal registro dei protesti

La cancellazione protesti avviene in seguito al verificarsi di una tra tre condizioni previste per legge.

Cancellazione per pagamento dell’effetto cambiario.

Qualora il protesto è legato al mancato pagamento di una cambiale, il debitore ha 12 mesi per poter pagare il titolo protestato, più gli interessi maturati e le spese del protesto, oltre che il precetto e il processo esecutivo che è stato promosso.

Attenzione, questa regola dei 12 mesi si applica solo alle cambiali e ai vaglia cambiari, non agli assegni, per i quali invece l’unico modo per ottenere la cancellazione dal registro protesti è la riabilitazione da parte di un giudice.

Riabilitazione da parte del giudice.

Qualora il protestato di una cambiale o di un vaglia cambiario non effettui il pagamento del titolo entro 12 mesi dall’elevazione del protesto, oppure il protesto riguarda un assegno, l’unico modo per poter ottenere la cancellazione dal registro dei protesti è tramite la riabilitazione decretata dal Tribunale.

Cancellazione per elevazione illegittima del protesto.

A volte potrebbe malauguratamente capitare di essere iscritti nel registro dei protesti per errore. E’ una cosa che sembra “strana”, ma potrebbe capitare. In questo caso la cancellazione dal registro dei protesti avviene per ordine dello stesso giudice che ha emesso il protesto. Questo punto vale sia per le cambiali che per gli assegni.

Come consultare il registro dei protesti

Il registro dei protesti può essere consultato per avere delle visure e dei certificati da parte del pubblico, che può accedere alle informazioni che sono iscritte nei relativi registri. Tali registri si possono consultare collegandosi con i terminali del sistema informatico delle Camere di Commercio, oppure direttamente presso la sede della camera di commercio interessata territorialmente.

Dopo la consultazione

Dopo la consultazione, che si riferisce agli ultimi 5 anni, si può avere, dietro pagamento di un corrispettivo, una visura del nominativo o della denominazione del soggetto protestato, oppure un certificato, che contiene l'indicazione dell'esistenza o meno della persona interessata nel registro dei protesti.

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